rosalina.
Sara M.,
mercoledì 1 febbraio 2012,
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« Antonia stava ad ascoltare a bocca aperta, senza nemmeno capire tutto. "E' vero, - chiese, - che si prova molto piacere, con gli uomini?"
"Un
piacere immenso, - rispose seria Rosalina. - Il più gran piacere che si può provare in questo mondo!" Ci ripensò; fece una smorfia. "A dire il vero, - si corresse, - io
in genere non provo niente, o quasi niente; ma dev'essere perchè mi hanno rovinata da piccola... Tutte dicono che è una cosa straordinaria, bellissima, e che
si può perfino impazzire, in quei momenti: anche noi donne, si capisce! Mica solo gli uomini. Naturalmente, - aggiunse ancora, - se vuoi provare piacere devi andare soltanto con quelli che ti piacciono. Se sei costretta a farlo per soldi e vai con tutti, come facevo io prima di ritornare qua dentro, ad ascoltare le scemenze delle monache, dopo un po' provi fastidio o addirittura schifo" »
« Rosalina era una ragazza alta e ben fatta, con gli occhi azzurri e i capelli del colore della stoppa; aveva
diciassette anni e un'esperienza di vita ormai praticamente completa, essendo stata ceduta dalla Pia Casa quando ancora non aveva compiuto i dieci anni ad un panettiere di Galliate che s'era impegnato solennemente a sposarla non appena lei avesse avuto le sue
lune. »
«
Lei non si vergognava affatto di andare con gli uomini per soldi: anzi pensava che era meglio vivere in quel modo che non facendo la lavandaia o la sguattera, "tanto la storia è la stessa, che
tutti cercano d'ingallarti, ma gratis, e poi anche pretendono che gli fai da serva"; mentre invece una puttana ha sempre attorno tanti uomini che le portano regalini e le promettono di redimerla, e giurano d'amarla ... "La maggior parte dei miei clienti, - disse Rosalina, - erano preti [...]; e tutti senza eccezione dicevano d'essere innamoratissimi di me, di volermi togliere da quella vita di vergogna e piangevano su me e sulle mie colpe nell'atto stesso di ingallarmi: riesci a crederci? Sembravano sinceri; erano sinceri!" »
«
Farò la puttana: cos'altro credi che possiamo fare nella vita, noialtre esposte? [...] Anche voi che adesso siete piccole, - le disse, - nella vita farete le puttane, o le bestie da lavoro: non c'è scampo! »
« Ma si farebbero ammazzare piuttosto di dirvi che, come donne e come esposte,
la sola cosa che vi aiuterà ad affrontare il mondo è quell'affare che avete tra le gambe. Lì c'è la Provvidenza, quella vera, l'unica che ci viene in aiuto anche quando il mondo intero ci è contro! Tutto il resto sono storie. [...] Quella è l'unica risorsa che madre natura ci ha dato quando ci ha fatto nascere esposte, e
gran parte della nostra vita dipende dall'uso che sappiamo farne, dai retta a una che il mondo l'ha già visto e ha capito come funziona! »
« Antonia improvvisamente s'era buttata su di lei, le dava pugni, le tirava i capelli. "Non è vero niente! Sono tutte bugie! Tu sei cattiva!"
Singhiozzava: "Vuoi farmi andare all'Inferno! Io non ti ascolto!"
Si faceva un segno di croce dopo l'altro e guardava la compagna: se era il Diavolo, doveva sparire! Rosalina fece una smorfia: "Che cretina!" »
Non so esattamente perchè le storie di puttane mi attraggano così tanto, so solo che ne sono affascinata, forse anche un po' divertita.
Le citazioni sono tratte da
La chimera di Sebastiano Vassalli, un libro che sto attualmente leggendo per la scuola. Mi rendo conto che forse non lo apprezzo abbastanza, ma ho la grande fortuna di avere un'insegnante che mi fa letteralmente amare la materia che insegna, che tra l'altro è una delle mie preferite. E lo fa a partire dai libri di cui ci consiglia la lettura: uno più bello dell'altro :)